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Speciale Elezioni Regionali.Un irriducibile mangiatore di bambini, candidato alle Regionali del Lazio. Salvatore Bonadonna

Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 12 marzo 2010 • Categoria: Bouvètte


Salvatore Bonadonna. Classe 1942. Ex sindacalista, ex deputato, ex Assessore all'urbanistica della Regione Lazio, Capogruppo di opposizione al tempo della giunta Storace,  Presidente del Collegio Nazionale di Garanzia di Rifondazione Comunista. Candidato nella Lista di Rifondazione Comunista a sostegno di Emma Bonino.


Note biografiche qui: salvatorebonadonna.it

La domanda si impone. Perchè ha deciso di candidarsi?


"Perché amici e compagni che stimo mi hanno chiesto la disponibilità in nome della esperienza che ho accumulato anche nella conoscenza della Regione e della attitudine, che mi viene riconosciuta, di saper lavorare per l’unità della sinistra. La mia presenza in Consiglio può essere uno strumento utile alle lotte sociali e alla rappresentanza politica unitaria in sede istituzionale. "


Quali sono secondo lei le priorità della Regione Lazio?


"La 'Istituzione' deve conquistare credibilità e rispetto; quindi deve essere trasparente e funzionare per i cittadini e non per chi la amministra; quindi c’è bisogno di trasparenza nella gestione della
Regione, della sanità e di tutte le aziende regionali; nelle nomine, negli incarichi e negli appalti! Fare politica della salute e non affari con la sanità!
La società romana e laziale ha bisogno di un modello di sviluppo nuovo capace di dare lavoro stabile e qualificato. Le fabbriche storiche e le aziende anche innovative sono in crisi o si
trasferiscono lasciando decine di migliaia di disoccupati. Le Università girano a vuoto e non sono fattori di sviluppo ma contenitori di futuri disoccupati. Una società moderna non può vivere solo di turismo e ristorazione nel centro di Roma e di deserto tutt’intorno.
E’ necessaria una cura drastica del territorio contro il degrado, l’inquinamento,
il dissesto idrogeologico e l’assalto della speculazione. Una politica dell’abitare, cioè la casa per tutti a prezzi accessibili a tutti, e non una politica del costruire che devasta il territorio e lascia i ceti deboli senza casa. Lo sviluppo della rete ferroviaria in tutta la regione e nell’area metropolitana contro la devastazione che si vuole fare con l’autostrada Roma Latina, il secondo Raccordo Anulare e via cementificando."




La Regione Lazio vive una situazione complessa e complicata, sia dal numero di abitanti che dalle tante e diversificate realtà presenti sul suo territorio, comprese le infiltrazioni malavitose. Cosa si può fare concretamente?

"Il fatto che l’80% circa della popolazione viva nella provincia di Roma e il 75% lavora nella Capitale rappresenta un fattore di grande squilibrio. Perché è mancata una politica del trasporto pubblico e una
programmazione urbanistica di area vasta, almeno su scala metropolitana.

Roma è cresciuta a macchia d’olio e ha esportato periferia. La spinta degli affari ha devastato il territorio e inquinato anche pezzi dell’amministrazione e della politica.

La deregolamentazione e la mancanza di controlli democratici ha favorito anche le infiltrazioni della economia criminale in molti settori, nel sud della regione ma anche a Roma. Bisogna tornare alla programmazione urbanistica e alla pianificazione economica e territoriale, semplificando le procedure ma rendendo più efficienti i controlli e più efficace la repressione delle illegalità. 
Se si fanno regole certe e trasparenti ognuno sa quali sono i propri diritti, i propri doveri e anche le sanzioni cui va incontro in caso di violazione. Abbiamo assistito alla vergogna della politica del centrodestra che contrasta la richiesta del Prefetto che chiede lo scioglimento dell’Amministrazione del Comune di Fondi perché infiltrato dalla camorra!"

La questione abitativa è ormai a livelli di emergenza, soprattutto nella Capitale. Quali competenze ha una regione in questo e quali sono le sue proposte in materia?


"Le competenze sono tante e i fondi assolutamente pochi! Esercitando le competenze in modo adeguato si può affrontare la questione abitativa che non è una emergenza, improvvisa ed imprevista, ma la condizione derivante dalla speculazione edilizia e dalla mancanza di una politica di intervento pubblico in materia alloggiativa. Bisogna puntare al recupero, alla ristrutturazione e al riuso di tutto il patrimonio edilizio vuoto, abbandonato e degradato, sia pubblico che privato, anche con incentivi verso i privati, facendo ricorso alla legge regionale sull’autorecupero che avevo fatto approvare quando sono stato Assessore alla Urbanistica e alla Casa. In secondo luogo è necessario che tutto il patrimonio invenduto degli Enti Previdenziali ed assicurativi venga ceduto ai comuni per destinarlo ad edilizia sociale; anche una parte del nuovo costruito potrebbe essere acquisito a questo scopo.
Bisogna fermare l’assalto cementizio all’Agro Romano! Roma perde abitanti e manca di case perché quelle che ci sono non sono accessibili ai ceti popolari e ai nuovi immigrati."

Quali sono le differenze tra la posizione del suo partito e quelle del PDL? E tra Rifondazione e gli altri movimenti di sinistra? Ha senso mantenere ancora tanti piccoli partitini?


"E’ evidente che dal PDL ci separa la opposta concezione della società: loro sono per la legge del più forte, noi per l’uguaglianza.
Loro con gli sfruttatori e noi con gli sfruttati.
Loro per i privilegi e noi per la giustizia.
Detto questo, per noi di Rifondazione Comunista si tratta di risalire la china delle scissioni ma anche di contrastare la deriva moderata che ha portato alla nascita del Partito Democratico e alla sua politica di acquiescenza a quel liberismo dell’economia globalizzata che porta disoccupazione e, come abbiamo visto, crisi spaventose.
Per questo abbiamo dato vita alla Federazione della Sinistra e pensiamo che questa scelta debba costituire il volano per la costituente di una sinistra unita e plurale capace di rappresentare l’alternativa al Governo Berlusconi e alla destra che ha prodotto ulteriore degrado culturale, politico, economico e morale fino alle forme più oscene di
intreccio di interessi privati di cosche affaristiche."


Un altro tema molto delicato è quello del lavoro e della crisi economica che ha duramente segnato le attività economiche del Lazio. Cosa chiederebbe al prossimo Presidente della Regione?


"Ho detto prima delle caratteristiche della crisi economica e della necessità di un nuovo modello di sviluppo. Alla Presidente Bonino chiederei tutto il suo rigore nella moralità e nella trasparenza. Poi tanta determinazione nel dare una svolta alla economia, contro la tendenza a rispondere alla crisi industriale con le colate di cemento e di asfalto, i mega porti turistici e altre devastazioni. E’ necessaria la riconversione ecologica dell’economia, lo sviluppo delle fonti energetiche pulite e rinnovabili, la produzione e la installazione dei pannelli fotovoltaici di ultima generazione per incentivare il risparmio energetico, ridurre l’inquinamento, sviluppare settori produttivi ad alta tecnologia e qualità professionale. Chiederei anche di favorire e sostenere la crescita di settori economici non legati al mercato. Difendere i beni comuni, come l’acqua ma non solo, dalla smania delle privatizzazioni!"

Lei è sempre stato molto attento alle tematiche sociali, sia sulle questioni dei lavoratori, che sulle questioni legate all'emigrazione. E' favorevole o contrario agli sgomberi dei campi nomadi? E alla limitazione degli arrivi di immigrati?


"I diritti dei lavoratori sono calpestati come prima del ’68 e dell’autunno caldo! Le misure del governo, con la connivenza dei sindacati neocorporativi, stanno smantellando persino i contratti collettivi di lavoro per rendere deboli, isolati e ricattabili i lavoratori. Questo anche utilizzando strumentalmente la presenza degli immigrati.
Gli immigrati per un verso sono la forza lavoro per fare concorrenza ai nativi e, dall’altra, vengono utilizzati come fattori di pericolo da perseguitare. Quando non si sanno dare risposte alla crisi il potere alimenta la lotta al diverso, all’estraneo, al nemico e si presenta come il paladino della sicurezza dei cittadini.
Sarei favorevole allo sgombero dei campi nomadi e alla chiusura di tutti i campi, di ogni tipo. Ma questi sgomberi sono solo propaganda
securitaria, i rom vengono deportati in altri campi o in residece, ammassati e guardati a vista. Manca la politica di accoglienza. Non si riconoscono i diritti di queste persone e si dice loro che hanno solo dei doveri; non si favorisce la emersione dalla miseria e dalla marginalità ma si tengono segregati. Su questo meccanismo di segregazione e controllo si sviluppa un discreto affare per moli soggetti, dai proprietari degli immobili affittati dal comune al sistema della vigilanza e dell’assistenza; anche su questi si fanno affari!

In quanto alla limitazione degli arrivi di immigrati penso che ci sia la presunzione di fermare movimenti inarrestabili su scala planetaria.
Bisognerebbe prenderne atto e agire con politiche di accoglienza, di cooperazione internazionale, di sostegno alle economie dei paesi poveri e non alla imposizione dei nostri modelli di sviluppo che, peraltro, sono in crisi. L’immigrazione irregolare non si combatte con il reato di clandestinità che è una aberrazione giuridica e un insulto alla civiltà! Così si riempiono prigioni e campi di identificazione e accoglienza che fruttano lauti profitti a chi li gestisce!!"


Sul nucleare qual è la sua posizione?


"Sono stato tra i sostenitori del referendum a suo tempo e non ho cambiato idea! La scelta del nucleare non è una scelta di politica energetica ma quella di una filiera di affari molto potente su scala mondiale e talmente nelle mani di pochi da rappresentare anche un pericolo per la libertà e la democrazia di ciascun paese!"


Una domanda sulla questione che ha coinvolto il listino della candidata Polverini devo fargliela. Che idea si è fatto di quanto è accaduto e cosa si augura?


"A quanto pare dovevano apportare correzioni alla lista e non hanno fatto a tempo a presentare la lista del PDL. La loro arroganza non li porta ad ammettere la responsabilità e gridano al complotto! Sul listino della candidata Polverini pare si sia trattato di irregolarità formali e quindi sanabili come è avvenuto. Questo conferma che la legge c’è ed è chiara, che i giudici hanno agito con correttezza e che non c’era bisogno di nessun decreto interpretativo. Quel decreto esprime la concezione che la destra ha del potere come una loro prerogativa a cui le leggi debbono sottostare. La concezione del Marchese del Grillo..”io so io e voi nun siete un c…!"


Tre motivi per darle fiducia e votarla.


"Penso di aver dato prova di serietà, di capacità, di correttezza e di determinazione nelle funzioni di dirigente sindacale e in quella di Amministratore.


Penso di stare dalla parte giusta della società, quella che si batte per la giustizia sociale, la libertà e l’uguaglianza.


Penso di essere sufficientemente cosciente dei miei limiti e della necessità e superiorità del lavorare insieme, per costruire una prospettiva comune per la sinistra e una forza capace di interpretare “il movimento che cambia lo stato delle cose presente”
E infine, so per certo che ce la metto tutta!"



Sito Web:
www.salvatorebonadonna.it



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