Angelo Bonelli e la Costituente Ecologista. A Bologna il primo meeting
Scritto da Paola Francesca Caselli • Domenica, 17 ottobre 2010 • Categoria: Bouvètte
A Bologna ieri si è concluso il primo meeting del Movimento per la Costituente Ecologista. Una nuova iniziativa che intende raccogliere intorno a sè tutti coloro che si riconoscono in un'idea ecologica del nostro Paese e vogliono costruire un futuro migliore per l'Italia.
L'idea del Movimento ha preso le mosse lo scorso anno, a conclusione del Congresso dei Verdi che, eleggendo Angelo Bonelli a presidente, ha di fatto decretato la scissione con i Verdi Arcobaleno che sono rifluiti in SEL con Nicky Vendola.
In occasione del Meeting che si è svolto a Bologna abbiamo cercato di capire meglio che cos'è la Costituente Ecologista e lo abbiamo fatto col suo leader Angelo Bonelli.
Romano, classe 1962, segno zodiacale Cancro
Note biografiche: Il suo impegno politico ed ecologista inizia nelle associazioni ambientaliste e nei Verdi, attività che negli anni ha preferito allo studio del canto su registro baritonale presso il conservatorio di Santa Cecilia.
Nel 1990 diventa Consigliere nella XIII circoscrizione del Comune di Roma, Ostia. Nel 1993 è eletto al Comune di Roma ma opta per la Presidenza della Circoscrizione, incarico che ricopre nel biennio 93/94. È stato Consigliere regionale ed Assessore all'Ambiente ed alla cooperazione tra i popoli della Regione Lazio (Italia), carica dalla quale si è dimesso dopo l'elezione alla Camera.
Nel 2006 è eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lazio 1. Nella XV Legislatura è stato membro della Commissione Trasporti e capogruppo dei Verdi alla Camera. Per iniziativa sua e di Giuseppe Trepiccione il 6 giugno 2007 è approvato un subemendamento parlamentare che potrebbe causare la rinazionalizzazione della gestione delle risorse idriche[1].
Nel 2008 è candidato nelle liste della Sinistra Arcobaleno ma non viene eletto a causa dello scarso risultato ottenuto dalla lista. Nell'ottobre del 2009, a Fiuggi nella XXX Assemblea Nazionale del partito, è eletto presidente dei Verdi con 245 voti favorevoli contro i 231 di Loredana De Petris. Con Bonelli passa la linea favorevole al mantenimento di un partito ecologista autonomo, contro la confluenza dei Verdi in Sinistra Ecologia e Libertà.
Candidato capolista nella circoscrizione di Roma per le Elezioni Regionali del Lazio del 2010 viene eletto consigliere regionale
ottenendo 2.594 preferenze. E' capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale del Lazio.
Angelo Bonelli la realtà italiana dei Verdi è profondamente diversa da quella europea, dove invece c'è una realtà consolidata. Qui in Italia l'esperienza dei Verdi è stata in qualche modo fallimentare e frammentata. Perchè la Costituente in questo momento?
"In questo momento perchè è il momento di maggior crisi del Pianeta e il momento di crisi della politica, di un certo tipo di politica che ha avviato progetti devastanti nei confronti dell'ambiente. Basti pensare alla reintroduzione del nucleare, all'atteggiamento di grande tolleranza nei confronti degli organismi geneticamente modificati, basti pensare ai grandi piani regolatori, approvati sia da destra che da sinistra, che cementificano molte città italiane in maniera inaccettabile..
Potrei continuare con molti altri esempi per cui c'è bisogno assolutamente di una forza ecologista. Noi verdi italiani guardiamo con orgoglio ai risultati che abbiamo ottenuto, perchè molte Legislazioni si devono ai Verdi, ma abbiamo capito che dobbiamo anche guardare con grande attenzione al perchè i Verdi Italiani non sono una rivoluzione come quelli francesi e tedeschi."
E qualche motivo lo avete individuato?
" Il primo motivo è che l'estremo radicalismo di sinistra dei Verdi italiani ha impedito di fatto che questa grande rivoluzione ecologica potesse essere veicolata e diventare patrimonio di tutti i cittadini. Noi viviamo in una società post-ideologica, intesa come quella società legata alle ideologiche ottocentesche"
Vuole dire che in qualche modo i Verdi italiani sono rimasti ostaggio dell'ideologia di sinistra?
" Voglio dire che ad un certo punto, le posizioni politiche dei Verdi erano totalmente sovrapponibili a quelle della sinistra radicale italiana e questo ha rappresentato un problema perchè, ad esempio, sulle posizioni relative alla politica industriale, noi dobbiamo essere portatori di un nuovo messaggio. Non dobbiamo conservare l'idea di fabbrica, come luogo nostalgico. Ad esempio il fatto che Nicky Vendola abbia scelto come nome per il suo luogo di confronto politico "le fabbriche di Nicky", secondo me è un modo arcaico di intendere anche la politica.
Le fabbriche oggi sono un luogo da superare. Con l'innovazione tecnologica, con l'energia distribuita, col mondo del web che può consentire anche di lavorare da casa, dobbiamo porci il problema di come noi, attraverso una riconversione ecologica dell'economia, possiamo dare un percorso piu' durevole, dal punto di vista del lavoro. Meno precari ma anche piu' posti di lavoro per il futuro.
Faccio un altro esempio: la crisi dell'industria automobilistica, che non è solo italiana, ci deve porre il problema e pone a noi ecologisti il problema di capire come riconvertire ad ecologica l'industria automobilistica. Introducendo intanto innovazione tecnologica. Per quale motivo la nostra industria dell'auto non produce auto pulite, elettriche, ibride e siamo ancora legati al motore a scoppio? Questo è il problema dei problemi, perchè se non si interviene rischia di provocare una crisi occupazionale ancora maggiore, una crisi ancora piu' radicale, nei prossimi anni . Perchè non ci si sta attrezzando al nuovo, al moderno, a quel futuro che tra poco diventerà presente. "
Quindi voi parlate con tutti tranne con Vendola a meno che non rinunci alla parola fabbriche ?
"No, noi parliamo con tutti. Io mi sono permesso di fare una critica alla parola 'fabbriche' perchè io avrei scelto un altro termine. Perchè la fabbrica è un qualcosa che in maniera nostalgica fa rinvigorire una certa sinistra, che non si accorge che il mondo è cambiato. Le fabbriche sono anche luoghi di morte, vedi ad esempio l'ILVA di Taranto. Sono fabbriche che non producono lavoro, ma diossina, veleni..Deve esserci una sinistra che sia anche in grado di dire che una riconversione ecologica è necessaria"
E i verdi che sono entrati nel partito di Vendola?
"Ma quelli non sono verdi. Sono persone che hanno scelto di andarsene ma non sono verdi. Il congresso l'ho vinto io e i Verdi li rappresento io in questo Paese. Tra l'altro non mi pare che parlino molto di ecologia in questo momento. Non hanno una visione della centralità ecologica. Noi pensiamo che l'ecologia sia centrale rispetto alle scelte economiche."
Oggi è la giornata della grande manifestazione della FIOM. La vostra non presenza a quella manifestazione definisce anche una presa di distanza di posizioni?
" No. Io credo che i diritti dei lavoratori siano qualcosa che non ha scadenza. I diritti sono inalienabili. Ci sono diritti fondamentali che sono inalienabili e in questo sosteniamo completamente la battaglia della FIOM nella tutela dei diritti dei lavoratori. Su questo non si transigge. Ma dico anche che sulla battaglia di come si intende una nuova politica industriale in questo Paese, mi pare che ci sono posizioni ancora molto preistoriche in un certo mondo sindacale che vede ancora la fabbrica come luogo di conservazione del posto di lavoro. Noi diciamo che per conservare i posti di lavoro occorre essere disponibili alla sfida ecologica, per garantire i posti di lavoro e combattere la precarietà"
Ma i francesi su questi punti dov'è che hanno vinto nella società?
" I francesi hanno vinto nella capacità , che è lo stesso tentativo che stiamo facendo noi, di mettere insieme tutte quelle intelligenze, reti sociali, personalità che a vario titolo lavoravano in maniera separata e frammentata. Attraverso un appello, firmato da José Bove e Daniel Cohn Bendit, hanno dato un percorso per lavorare insieme. Ed è quello che noi stiamo tentando di fare oggi.
Cioè di chiamare a raccolta tutte le migliori intelligenze del Paese, nel mondo dell'ecologia, dell'imprenditoria sostenibile, dell'economia, delle reti sociali, dell'associazionismo, etc. e dire loro costruiamo insieme questo movimento ecologista federato, nel quale i Verdi mettono il loro contributo per costruire una nuova forza. Questo è l'elemento nuovo e affascinante. Completamente diverso da quello che sta accadendo oggi nella politca italiana, dove si parla solo ed esclusivamente di 'leader'.."
Di leader mancanti, piu' che altro direi..
" Sì! Vendola, Bersani, bla, bla, bla..ma il problema oggi è di come si costruisce una politica partecipata nella quale uomini e donne siano leader nella costruzione di un processo. Quello che noi vogliamo fare è costruire un percorso collettivo. Una leadership collettiva. E costruire un programma. A me personalmente, continuo a dire, non me ne frega niente di scegliere un leader, se poi questo leader farà quello che gli pare nel costruire un programma.
Io non posso andare a votare alle primarie, per poi vedere che quel leader deciderà per conto suo su iniziative che non corrispondono alle mie sensibilità. Io voglio invece che gli italiani decidano se sono o non sono d'accordo che le spese per armamenti siano drasticamente ridotte, per destinare quelle risorse alle scuole, agli ospedali, strade, depuratori, messa in sicurezza del territorio.
Il ponte sullo stretto di Messina, si fa o non si fa, chi lo decide? Il leader o i cittadini italiani che poi daranno fiducia a quella rappresentanza al momento del voto?"
Bonelli, l'Italia è comunque agganciata ad un'economia europea e ad una piu' ampia economia internazionale. Riconvertire una fabbrica di auto significa anche realizzare una riconversione complessiva nella società. In questa prospettiva la comunicazione e il collegamento con le altre realtà ecologiste europee è qualcosa da costruire o già concreta?
"Noi abbiamo una relazione profonda con gli altri Verdi europei. Io sono appena tornato dal Congresso dei Verdi europei. In Europa i verdi hanno una grande capacità di condizionamento in termini ecologici dell'economia. In Germania ad esempio, c'è un sistema imprenditoriale di riferimento che non a caso è vicino ai Verdi. Perchè nel campo dell'efficienza energetica e della sostenibilità ad esempio, i Verdi in Germania sono riusciti a ottenere questi grandi risultati. Il punto debole in Europa su queste tematiche è l'Italia e anche la Spagna"
Dunque c'è un problema culturale?
" C'è un problema legato e strettamente connesso, secondo me, all'assenza di una cultura della responsabilità. Ovvero c'è un legame di proporzionalità. Tanto piu' in un Paese aumenta il senso di responsabilità, il senso civico, nei confronti del proprio Paese, tanto piu' forte e radicato diventa il partito verde presente in quel Paese. E viceversa. Perchè l'ecologia, di per sè è responsabilità. E questo è uno dei problemi che c'è in Italia. Molte volte la questione ecologica permette un salto di qualità culturale di un Paese."
Immaginando di essere un cittadino qualsiasi di questo Paese, alle prese col suo quotidiano le chiedo: Da dove cominciamo?
"Cominciamo a parlare del presente per costruire il futuro. Con un linguaggio molto semplice noi diciamo che vogliamo contribuire a costruire un futuro che sia un futuro felice, migliore, fatto di lavoro, senza le paure, quelle di vivere nelle città, di mandare i figli a giocare nei parchi, .. Io non amo molto i discorsi fatti di 'poesia'. Dopo la poesia occorre dire anche come si vuole cambiare il Paese concretamente.
Ad una ragazzo che lavora da precario occorre dire 'tu che oggi sei precario sappi che io voglio battermi perchè se un giorno dovessi governare voglio costruire una società in cui tu potrai lavorare, mettere su una famiglia e guardare con serenità al tuo futuro. E per fare questo occorre dire cose molto concrete. Ad esempio: dove si trovano le risorse. Intanto chiediamo cose molto concrete.Tre punti.
Punto primo. Riduzione della spesa per armamenti. L'Italia non ha bisogno di spendere 30 miliardi di euro per armamenti. Se anche la metà di questa cifra fosse risparmiata ciò contribuirebbe a rendere disponibili risorse.
Punto secondo. L'Italia non ha bisogno di spendere 8 miliardi di Euro per costruire un ponte sullo stretto di Messina, quando abbiamo da mettere in sicurezza il territorio. Questo può mettere a disposizione risorse per dare lavoro, mettere in sicurezza il territorio, costruire asili nido. E' inaccettabile che tante mamme e padri non possano mandare i loro figli agli asili pubblici perchè c'è una lista d'attesa incredibili. E papà, mamme e nonni devono svolgere il ruolo di ammortizzatori sociali.
Punto terzo. Non è possibile che nel nostro sistema economico esista ancora che chi specula in borsa sia agevolato da una tassazione della rendita in borsa al 12,5%, quando in Germania, in Francia e Inghilterra è tassata al 20%. Questo significa ottenere altri 8 miliardi di Euro che possiamo dare alla ricerca, alla cultura, all'università. Perchè non c'è democrazia se non c'è libertà nella ricerca.
Sono tutte azioni concrete. Noi vogliamo essere il Movimento della vita. Non un partito, che è un non-luogo di democrazia."
Una parola verde che sintetizza il vostro progetto ?
" A me non piace parlare per slogan, ma direi costruire un progetto credibile con persone credibili. "
Il sito: www.costituentecologista.it







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