Oggi parliamo con ... confidenze, curiosità, confessioni

Il 25 Aprile di Nicky Vendola. L'intervento da Fabio Fazio.

Scritto da Paola Francesca Caselli • Lunedì, 26 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Bouvètte

Il 25 Aprile è una Festa nazionale che rimane fondamentale per la nostra storia civile. Una data centrale per la storia delle nostra evoluzione sociale e delle nostre radici democratiche. Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, a ricordo di quando, nel 1945, l'Italia si liberò finalmente dell'occupazione tedesca, del fascismo e della guerra. Una liberazione avvenuta grazie all'enorme impegno e sacrificio della Resistenza, di una parte dell'esercito italiano e delle forze alleate.


Per celebrare questa giornata e avere un'occasione di rifletterla e ripensarla durante il resto dell'anno, ho scelto di condividere l'intervento di Nicky Vendola, Governatore della Puglia, nella trasmissione di Fabio Fazio. L'ho scelta perchè Nicky Vendola, nell'attuale contesto politico, sembra poter rappresentare un leader convincente, serio, affidabile.



Note biografiche: nato a Bari il 26 Agosto 1958, in una famiglia
cattolica e comunista. Penultimo di due fratelli e una sorella. Appassionato di libri fin da piccolissimo d’estate faceva il cameriere e d’inverno vendeva libri. Durante l’università faceva il correttore di bozze per la casa editrice De Donato che, in cambio, non gli dava soldi ma libri. Laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bari con una tesi su Pier Paolo Pasolini.
Cresciuto in un ambiente e in una famiglia di grande tradizione cattolica, nel 1972 iscritto alla Federazione dei Giovani Comunisti, di cui è  stato membro dal 1985 al 1988. Nel 1990 è entrato a far parte del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, E' tra i fondatori del Partito della Rifondazione Comunista. Fondatore dell’Arcigay Nazionale e promotore della Lila. Scrive su Rinascita e per alcuni anni, su Liberazione, ha curato la rubrica “Il dito nell’occhio”.
Ha scritto alcuni libri: Prima della battaglia, Soggetti smarriti, Il mondo capovolto, Lamento in morte di Carlo Giuliani, Ultimo mare.
Eletto alla Camera dei Deputati, per la prima volta, nel 1992 e rieletto nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Nell’XI Legislatura ha fatto parte della Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione. Nella XII Legislatura della Commissione Giustizia e sono stato nominato Segretario della Commissione Parlamentare Antimafia, di cui nella XIII Legislatura, diventa Vicepresidente. Dal 2001 al 2005 ha fatto parte della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, oltre che della stessa Commissione Parlamentare Antimafia.
Nel gennaio del 2005 dopo aver vinto le primarie è stato eletto Presidente della Regione Puglia. Da allora indossa un anello al pollice, regalatomi da un pescatore di Mola di Bari, era la fede di sua madre. Rappresenta per lui una specie di matrimonio con il popolo.
A gennaio del 2009 ha lasciato il Partito della Rifondazione Comunista e con tante e tanti ha dato vita al Movimento per la Sinistra  Dal dicembre del 2009 è portavoce di Sinistra Ecologia Libertà. Il 29 marzo 2010 è stato rieletto Presidente della Regione Puglia.




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Addio a Raimondo Vianello. Un uomo intelligente, garbato, un principe dell'umorismo.

Scritto da Paola Francesca Caselli • Giovedì, 15 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

Raimondo Vianello, attore brillante, uno dei protagonisti assoluti della commedia all'italiana, ci ha lasciato oggi.


Ci resta un gran senso di vuoto. Ci sentiamo piu' soli e un po' piu' tristi,  in questo anno che nei suoi primi quattro mesi, si sta portando via tanti dei nostri migliori talenti.



Su queste pagine, ancora una volta, ci piace tracciare un ricordo, che rappresenti anche un omaggio e un ringraziamento per quello che ciascuno ha saputo darci. Lo facciamo nel nostro stile, condividendo alcuni momenti in cui Vianello si racconta in televisione. 



Note biografiche: Raimondo Vianello è nato a Roma il 7 maggio 1922. Il padre, ammiraglio, avrebbe voluto che seguisse la carriera diplomatica, desiderio che per un certo periodo il futuro attore accondiscende
iscrivendosi alla facoltà di legge. Quelli sono anni drammatici, mentre il giovane Vianello, studia all'università, in Europa impazza la seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto l'Europa è ridotta a un cumulo di macerie e Raimondo sembra aver quasi maturato un profondo disgusto per la politica e i suoi falsi teatrini.
Proprio subito dopo la guerra un evento fortunato gli consente di cogliere al volo l'occasione per un cambiamento, di dirigere la sua vita in un senso tutto diverso. I generosi pigmalioni sono due giovani autori che faranno molta strada, una coppia che diverrà con gli anni sinonimo di commedia: Garinei e Giovannini.
Vianello partecipa, per puro divertimento, al "Cantachiaro N°2" ideato dai due grandi autori, ed
entra così a far parte del mondo dello spettacolo.
Da quel momento in poi la sua carriera è solo in ascesa. Dal
pubblico, ma anche dagli addetti ai lavori, viene apprezzato il suo umorismo sottile, elegante, mai volgare, quasi distaccato. Mai Raimondo Vianello cade in un una battuta volgare o si permette una caduta di gusto. In breve diventa uno degli attori più amati di sempre, di quelli che tagliano trasversalmente tutte le generazioni perchè, con il loro modo di fare e di porsi, sono "universali".
Agli inizi per parecchio tempo si limita a fare la spalla, anche per via appunto della sua comicità non aggressiva e poco invadente, poi la sua personalità emerge con più compiutezza, in particolare quando lavora a fianco di due partner di eccezione quali Ugo Tognazzi, con cui oltre ad innumerevoli film firma il programma di satira "Un, due, tre", e la moglie Sandra Mondaini.
Raimondo Vianello ha però avuto un altro nobile merito: quello di rimettersi in discussione all'alba dei sessant'anni, quando la maggior parte dei comici si sente arrivata e riposa sugli allori.

Lascia definitivamente da parte i ruoli di spalla di lusso, e nel 1982 nasce "Casa Vianello", una situation-comedy fra le più riuscite della tv italiana.

Nel 1991 Vianello conosce nuova popolarità con la conduzione di "Pressing", programma di commento al campionato di calcio di Italia 1, poi condotto per altre otto stagioni. L'attore è stato scelto per la sua capacità ironica e per la sua signorilità: un modo per sdrammatizzare l'aria surriscaldata che si respira intorno allo sport più amato dagli italiani, sempre così pronti a prendere sul serio ciò che accade sui campi di calcio. Da questo punto di vista si può tranquillamente dire che Vianello ha rappresentato l'inizio di una nuova stagione del commento sportivo, un modo nuovo e ironico di parlare di calcio.
Non a caso, la trasmissione viene premiata con il Telegatto 1992, quale migliore programma sportivo dell'anno.
Divenuto ormai un'icona del "buon presentatore" Raimondo viene chiamato
nel 1998 a presentare il Festival di Sanremo. Seppur anziano, Raimondo continua a stupire per la sua vèrve sempre intatta.
Muore improvvisamente a Milano il 15 aprile 2010.
Il matrimonio con
Sandra Mondaini durava dal 1961: non hanno mai avuto figli ma hanno adottato un'intera famiglia di filippini./fonte:biografieonline.it



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Addio a Maurizio Mosca. Ci ha lasciato oggi un giornalista di sport che non si dimentica.

Scritto da Paola Francesca Caselli • Sabato, 3 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tenda nel deserto
E' di queste ultime ore la notizia della morte di Maurizio Mosca, famoso e controverso giornalista sportivo, al quale vogliamo dedicare un ricordo e un saluto.

Lo facciamo pubblicando una bella intervista realizzata da Pierpaolo di Paolo nel 2007 per Telegiornaliste, che affronta temi ancora attualissimi. Aggiungiamo un video del meglio delle apparizioni televisive di Maurizio Mosca.

Note biografiche: Figlio dell'umorista e giornalista Giovanni Mosca e fratello dello scrittore Paolo Mosca, ha iniziato da giovane a lavorare per il quotidiano La Notte di Milano per poi passare alla Gazzetta dello Sport, testata nella quale è rimasto per vent'anni come caporedattore, e dove ha svolto anche la funzione di direttore ad interim per due anni.
Nel 1983 la Gazzetta pubblica una sua intervista al brasiliano Zico, famosa stella del calcio mondiale: è uno scoop, perché Zico non ha mai concesso nessuna intervista a giornali italiani. Mosca spiega che gli è stato possibile grazie all’amicizia che lo lega al calciatore. Qualche tempo dopo Mosca è ospite al Processo del lunedì, trasmissione TV di Aldo Biscardi: anche Zico è in studio. Biscardi intrattiene Zico e gli chiede come è diventato amico di Mosca, al che il brasiliano risponde: “Questo signore io non lo conosco”.
La carriera di Maurizio Mosca alla Gazzetta dello Sport finisce in quel momento. Mosca è costretto a lasciare il giornale. In seguito (1990-91) Mosca affermerà di essere stato vittima di un "complotto" in quanto ritenuto "pericoloso" da alcuni personaggi del sistema calcistico nazionale.
In televisione Ha iniziato a lavorare per la televisione  nel 1979, debuttando come conduttore di un programma sportivo di un canale televisivo regionale di Milano. Successivamente, ha diretto il periodico calcistico Supergol. Da allora ha partecipato a molte trasmissioni televisive  e radiofoniche, quasi sempre riguardanti il calcio, sia a livello regionale che nazionale.

Dopo il suo allontanamento dalla carta stampata, Mosca iniziò a collaborare ai programmi sportivi delle nascenti televisioni private, ansiose di accaparrarsi professionisti dotati di dimestichezza con l'ambiente: all'epoca gli outlet mediatici per i giornalisti sportivi erano limitati e le emittenti private dovevano spesso ricorrere ai cronisti più attempati o a volenterosi dilettanti. Ovvio che Mosca, che aveva frequentato i piani nobili della "rosea", avesse maggiori opportunità per mettersi in luce.

La fine degli anni Ottanta, con il progressivo sviluppo delle redazioni giornalistiche delle reti Mediaset lo vedono impegnato dapprima come contraltare di Cesare Cadeo nella trasmissione del sabato Calciomania, trasmessa su Italia 1. Durante la trasmissione, oltre ad esprimere opinioni, più o meno condivisibili, Mosca si rendeva protagoniste di improvvisate goliardiche in costume, ispirate alle ultime notizie del mondo del pallone; celebre la sua entrata in scena vestito di un grembiule da casalinga e con in mano una fiamminga di tagliatelle al tempo del "caso lipopill" (quando i giocatori Peruzzi e Carnevale avevano addebitato la loro positività al controllo antidoping all'assunzione di un farmaco anoressizzante il lipopill, appunto, per "rimediare" a una scorpacciata di tagliatelle avvenuta a casa di mamma Peruzzi).

Sono gli anni del grande Milan allenato da Arrigo Sacchi e illuminato dalle magie degli olandesi Van Basten, Gullit e Rijkaard e Mosca diventa sostenitore del "gioco a zona" e del "calcio totale"; la sua "macchietta" riscuote successo, tanto da garantirgli un posto da ospite fisso e 'opinionista' anche a Guida al Campionato, striscia domenicale condotta da un giovane Sandro Piccinini e durante la quale Mosca si specializza in pronostici azzardati, come le "previsioni tramite pendolino".

Uno dei programmi con maggiore audience cui ha partecipato è stato L'appello del martedì, trasmissione durante la quale Mosca si presentava in scena vestito con toga e copricapo da magistrato e nella quale, oltre a scandire i tempi e i ritmi del dibattito televisivo vi prendeva parte attiva. In seguito ha preso parte anche ad altre trasmissioni: Controcampo, Zitti e Mosca, La Mosca al naso.

Nel 2002 ha condotto la trasmissione Senza Rete, in onda su Rete4 e condotta insieme a Paolo Liguori; a questa trasmissione partecipavano anche Monica Vanali e Benedetta Massola. Maurizio Mosca è passato poi a condurre un programma televisivo sempre sul calcio diffuso in Lombardia.

Il 2 maggio 2006 Mosca è stato ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano per un'emorragia interna; con il miglioramento delle sue condizioni è stato dimesso l'8 maggio successivo. Una volta dimesso Mosca ha ripreso a frequentare gli studi di Italia 1 e quelli di alcune TV private a circuito nazionale che si trovano prevalentemente in Lombardia.

Malato già da tempo, è deceduto nella notte tra il 2 e 3 aprile 2010 all'ospedale San Matteo di Pavia.(fonte Wikipedia)



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"Cosa voglio di piu"- Il nuovo film di Silvio Soldini. L' intervista

Scritto da Paola Francesca Caselli • Sabato, 3 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

Silvio Soldini, milanese, classe 1958.  Regista. Autore di tanti film amati dalla critica, ma anche dal pubblico. Uno per tutti: "Pane e Tulipani."

Il prossimo 30 aprile uscirà  il suo nuovo film "Cosa voglio di piu'" una storia in equilibrio tra sentimenti contrastanti, inquietudini, tra sogni d'amore e quotidianità scontate. Un quadro su una generazione alla ricerca di qualcosa che non trova.


Note biografiche. Dopo aver frequentato a New York un corso di cinema alla NewYorkUniversity, nel 1983 gira il suo primo mediometraggio in 16mm 'Paesaggio con figure' che, insieme a 'Giulia in ottobre', ottiene riconoscimenti a vari Festival nazionali e internazionali. Nel 1984 crea la società di produzione Monogatari e dal 1985, con 'Voci velate', inizia la sua attività in campo documentaristico. Il suo primo lungometraggio 'L'aria serena del'oveste', vince diversi premi a Festival internazionali e registra un significativo successo di pubblico.
Dopo  'Un'anima divisa in due' e 'Le acrobate', nel 2000 realizza la sua prima commedia, 'Pane e tulipani'  che ottiene un grandissimo successo di critica e di pubblico, anche a livello internazionale. Il film vince 9 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 9 Ciak d’oro, e ottiene 3 nomination agli European Academy Awards. Ha grande successo in Germania, Svizzera, Argentina, Brasile, Stati Uniti. Nel 2002 gira 'Brucio nel vento', film drammatico tratto dal romanzo “Ieri” di Agota Kristof. Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film ottiene 8 nomination al David di Donatello e vince il premio per il miglior film all’International Festival Film by the Sea di Vlissingen, Olanda. Nel 2004 realizza 'Agata e la tempesta', seconda commedia, questa volta su toni più surreali. E nel 2007 'Giorni e nuvole', vincitore di 2 David di Donatello, con Margherita Buy e Antonio Albanese, un film in presa diretta che affronta il tema molto attuale della perdita del lavoro anch'esso molto apprezzato sia dalla critica che dal pubblico.


Com’è nata l’idea del film?


"Da due suggestioni diverse. Il desiderio di posare lo sguardo sulla realtà di questo momento storico, come in Giorni e nuvole, e di raccontarla 'dal dentro', dal basso. E poi quello di affrontare il racconto di una passione d’amore nel modo più diretto possibile, seguendo i personaggi nel loro percorso emotivo, nella verità di ogni attimo.

Tutto è cominciato quando una mia amica impiegata mi ha raccontato il momento che stava vivendo: per la prima volta è stato un episodio di vita reale a fare scattare l’idea di un film."





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Giornata mondiale del Teatro. Omaggio a Vittorio Gassman

Scritto da Paola Francesca Caselli • Sabato, 27 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tenda nel deserto

Oggi, 27 marzo, è la Giornata mondiale del Teatro. Giornata che si rivela doppiamente straordinaria in Italia. Intanto perchè è la prima volta che il nostro Paese aderisce alla festa, istituita nel lontano 1961. Poi perchè si celebra in un contesto di crisi e di grande contestazione da parte dei lavoratori dello spettacolo, dopo i noti tagli al FUS (fondo unico per lo spettacolo) e la mancanza di risposte e di sostegno dal Governo. Sul tavolo  attualmente, una nuova legge di  riordino del settore, che provoca molte preoccupazioni e critiche.



In tutta Italia infatti, in questa giornata, i lavoratori dello spettacolo porteranno un fiore davanti ai teatri, in particolare quelli chiusi, per testimoniare simbolicamente il cordoglio per la morte dell'arte nel nostro teatro, se non viene sostenuta e promossa dalle Istituzioni.



Per festeggiare idealmente questa giornata, ho scelto di dedicare un omaggio a Vittorio Gassman, una lunga intervista, tratta dalla trasmissione del TG2 'Ring', che andava in onda nel 1976. Una chicca storica per chi il Teatro lo ama.

L'intervista completa ha la durata di circa 45 minuti, suddivisa qui in 5 video.


Buon teatro a tutti!


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