Oggi parliamo con ... confidenze, curiosità, confessioni

Un nuovo disturbo: la sensibilità al Glutine. L'intervista al Prof. Carlo Catassi

Scritto da Paola Francesca Caselli • Martedì, 20 settembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

Di disturbi legati al Glutine, purtroppo si parla molto negli ultimi anni.


Il Glutine, contenuto naturalmente nel frumento, è diventato quasi sinonimo di guai. L'intolleranza al Glutine è infatti la causa della Celiachia, un disturbo cronico che sembra diffondersi e aumentare costantemente in tutto il mondo.


Fino ad oggi avevamo sentito parlare di intolleranza al glutine o di allergia al grano, ma ora alcuni ricercatori hanno individuato una nuova forma di disturbo : la sensibilità al Glutine.


Ne abbiamo voluto sapere di piu' intervistando il Prof. Carlo Catassi, uno dei maggiori esperti internazionali sui disturbi da intolleranza al Glutine e Celiachia.



100interviste-prof-carlo-catassiCarlo Catassi, classe 1953, livornese, si è laureato in Medicina con 110 e lode nel 1977.


Ha seguito un percorso di specializzazione in pediatria, scienza dell'alimentazione e statistica sanitaria.

Ha approfondito i suoi studi internazionali in Gastroenterologia pediatrica e nutrizione pediatrica.

- Ordinario di Pediatria presso l’Università politecnica delle Marche

- Co-Direttore del Center for Celiach Research di Baltimora presso l'Università del Maryland,
- membro scientifico del Dr. Shar Institute,
Catassi è uno dei maggiori esperti internazionali, sui disturbi connessi all'intolleranza al Glutine.



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Addio a Maria Schneider. Una delle ultime interviste.

Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 4 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

Maria Schneider, la celebre attrice francese, si è spenta ieri a Parigi, dopo una lunga malattia. 


100interviste Addio a Maria Schneider 100interviste Maria Schneider scomparsa


Maria Schneider aveva 58 anni, era nata il 27 marzo del 1952, sotto il segno dell'Ariete. Impulsiva, irrequieta, vitale, passionale, inquieta, l'attrice ha rappresentato il sogno erotico di una generazione, dopo aver interpretato, insieme a Marlon Brando, "Ultimo Tango a Parigi", cult movie del 1972, per la regia di Bernardo Bertolucci.


100interviste Maria Schneider in ultimo tango a parigi


La sua carriera e la sua vita personale furono molto segnati da quel film che interpretò appena 19enne. Un ruolo che divenne sinonimo di scandalo per molti anni. Nonostante abbia interpretato diversi film, non ha mai ottenuto un ruolo da protagonista, nè ha potuto esprimere tutte le sua qualità artistiche.


Per ricordarla e anche conoscerla meglio, ho scelto di proporvi una bellissima intervista, realizzata nel 2007 Cristiano Malgioglio, per il quotidiano Libero.
Malgioglio, alcuni anni prima, nel 1996, aveva realizzato con la Schneider, un disco-tributo dedicato a Lucio Battisti. Il disco, intitolato "Senor Battisti", fu prodotto e cantato dalla stessa Maria Schneider.

Ecco l'intervista:


Prima di iniziare la nostra chiacchierata ordina un bicchiere di vino rosso siciliano. Superati i convenevoli, accende una sigaretta e dice: «Non amo raccontarmi, odio le interviste, l’ultima risale a un paio di anni fa. Ho bruciato anni della mia vita in esperienze molto forti, oggi sonovuna donna serena. Ho fatto tutto ciò che ho desiderato fare. Ho avuto molti incontri e se so di avere davanti molta strada da percorrere per ritrovare la Maria che nessuno conosce, forse neanch’io».

È stata considerata un’icona degli anni Settanta, una delle attrici più celebri di quel periodo, ha fatto impazzire uomini e donne. Della  Schneider  di allora, oggi, è rimasto il segno?

«Sicuramente dei miei film - ne ho girati più di cinquanta - è rimasto il mio modo di essere: mai essere condizionata da nessuno. Gli anni Settanta per me sono stati pieni di gioia. Il cinema era potente, le attrici erano straordinarie, si viveva un’aria di libertà, non avevamo l’incubo dell’Aids, pensavamo tutti di cambiare il mondo. Invece ci sono ancora le guerre e continueranno ad esserci. Come vedi, oggi a cinquant’anni per i signori del cinema sei già vecchia e nessuno ti chiama per offrirti un ruolo da protagonista, come credo di meritare. La mia amica Angelica Huston, per vivere, si è data alla regia. L’unica che non si ferma mai è Meryl Streep».

Nella sua carriera ha lavorato con grandi registi, Antonioni, Zeffirelli, Comencini, René Clement, Bertolucci. Cosa le hanno insegnato questi maestri?

«Da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Ricordo che da ragazzina vedevo tutti i film di Antonioni, Dio mio che emozione! La fortuna ha voluto che un giorno lavorassi con lui nel film Professione: reporter, accanto a Jack Nicholson. Devo anche ringraziare René Clement. Come pure Comencini che mi ha diretta in Cercasi Gesù con Beppe Grillo. La sceneggiatura era del vostro geniale autore Antonio Ricci. Con loro ho affinato il mestiere di attrice, non con gli altri».

Maria! Ha dimenticato Bernardo Bertolucci che l’ha resa famosa in tutto il mondo con Ultimo tango a Parigi.

«Bertolucci non è stato un Visconti, un Antonioni, un De Sica, tanto per fare qualche nome. Lui è stato osannato per quel film, penso che se non ci fosse stato Marlon Brando e la sottoscritta, quel film sarebbe stato un insuccesso. In quel film mi sono sentita violentata e ancora oggi porto con me le sofferenze di qualche scena. Dopo Via col vento, Ultimo tango a Parigi è stato il film più visto in assoluto. Ancora oggi, in due sale di Parigi è stato proiettato con grande successo di incassi. Bertolucci non è mai stato un amico, ricordo che il mio compenso è stato quasi irrisorio.
Lui nei miei momenti di crisi non è mai corso in mio aiuto. Da uno di sinistra avrei dovuto aspettarmelo».

Se lei non avesse interpretato Ultimo tango a Parigi sarebbe riuscita lo stesso a sfondare?

«Avrei iniziato questo percorso più lentamente e ci sarei riuscita: Zurlini mi voleva come altri registi di fama, ma il destino ha voluto che il successo arrivasse come una tempesta, ancora in giovane età, con quel
film».

Come si comportava con lei Brando?

«Era meraviglioso, educato, affettuoso, per me è stato come un padre. Durante le scene più forti si avvicinava accarezzandomi i capelli e dicendomi: "Maria, non preoccuparti, è solo una finzione". Le mie amiche erano pazze di lui, ma a me lasciava indifferente. Allora i miei idoli erano James Dean e Montgomery Cliff».



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Il saluto di Mario Monicelli. Muoiono solo gli stronzi. Il video

Scritto da Paola Francesca Caselli • Mercoledì, 1 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

Oggi alla Casa del Cinema di Roma il saluto a Mario Monicelli.



100cinema il saluto a mario monicelli


Qui un bellissimo documento in cui Monicelli è intervistato in modo divertente da Ciprì e Maresco per La 7.



Si parla proprio del caso della sua morte e Monicelli condivide il suo testamento spirituale.
Un uomo straordinario.


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Addio a Claude Chabrol. L'intervista al maestro de La Nouvèlle Vague

Scritto da Paola Francesca Caselli • Lunedì, 13 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Wine corner

100interviste Claude ChabrolClaude Chabrol, 80 anni, il grande regista francese, simbolo della cosiddetta Nouvelle Vague, è scomparso ieri a Parigi.


Quasi per scherzo del destino, è scomparso nella giornata della conclusione della Mostra del Cinema di Venezia, di cui fu giurato ma anche in Concorso con i suoi films.


Un uomo straordinario, di un'intelligenza acutissima, istrionico e simpaticissimo, aveva iniziato a 'fare' cinema già a 12 anni, quando proiettava film in una cantina Parigina.


E da quella cantina pochi anni dopo si trasferì sui set veri, scrivendo film e diventando amico di un altro straordinario cineasta, Eric Rohmer, col quale realizzarono il grande sogno di intervistare Alfred Hitchcock.


Un sogno realizzato che nel 1957, divenne la prima biografia commentata del mito del giallo. E da quel mito Chabrol, oltre alla passione per il noir, trasse anche l'abitudine a comparire almeno in una scena del film che girava, proprio come Hitchcock.


100interviste La femme infedele La Femme Infidèle-1967(The Unfaithful Wife)


Nel1958  mette a segno il suo primo successo cinematografico con "La tigre ama la carne fresca". Da quel momento, regala al cinema internazionale tanti film, che diventano opere culto del cinema del 900. Da "Dieci incredibili giorni" fino alla sua memorabile "Madame Bovary" e alle sue opere piu' recenti come "Bellami" interpretato da Gèrard Depardieu nel 2009, un altro dei suoi amici e compagni storici.  Claude Chabrol, anche per il suo carattere e la sua ironia, lascia un bel vuoto nel mondo del cinema.


100interviste Claude ChabrolIl suo modo di essere forse si può riassumere proprio con una sua battuta:


"Sono sempre stato comunista - ha detto una volta - ma non per questo passo tutto il mio tempo a descrivere la povera gente che muore
di fame".


Ecco, questo in estrema sintesi era Claude Chabrol. Ma per conoscerlo un po' meglio vi propongo un'intervista realizzata nel 1997 e tratta da Tempi Moderni, che ringrazio e un'intervista AUDIO realizzata da Radio Rai 3 nel 2006, che potete ascoltare 100cinema chabrolcliccando qui.



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Emir Kusturica e i suoi progetti al Taormina film Fest

Scritto da Paola Francesca Caselli • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 6 • Categoria: Wine corner

Faccio outing. Emir Kusturica, è uno dei miei registi preferiti. Per la sua straordinaria creatività, fantasia, umorismo. Per la sensibilità e la profondità di sguardo con cui riesce ad usare la macchina da presa . Per l 'amore che mette nel raccontare, per la passione e l'affetto con cui segue e ci mostra i suoi personaggi. Per le storie che racconta, per come lo fa , 'di pancia'. Per le emozioni che mi regalano i suoi film riconciliandomi, sempre,  con quella grande magia che è il cinema.


E' anche per questo che, il suo arrivo al Taormina Film Fest, in corso di svolgimento, l'ho registrato immediatamente come un evento straordinario. Ed altrettanto straordinaria è stata anche l'accoglienza che gli ha riservato il Festival, al quale arriva come ospite, in attesa che torni con un nuovo film, dopo l'ultimo del 2008 dedicato a Maradona, altro personaggio amatissimo e odiatissimo, controverso ma schietto e diretto. Come Kusturica.


100interviste Emir Kusturica Johnny DeppDunque è un piacere  condividere la bella intervista con Emir Kusturica, realizzata da Francesco Musolino per Affari Italiani, nella quale Kusturica anticipa che sta lavorando ad un nuovo progetto. Un film su “Pancho Villa”, nel quale sarà il suo amico Johnny Depp a vestire i panni di questo assassino diventato eroe. Sembra che la storia sarà tratta dai racconti di James Carlos Blacke e che le riprese inizieranno il prossimo anno.



Note biografiche: Emir Kusturica è nato a Sarajevo, Bosnia-Erzegovina, il 24 novembre 1954, e ha studiato alla FAMU, l'accademia del cinema di Praga. Mentre stava ancora frequentando l'università ceca, Kusturica ha realizzato alcuni cortometraggi, e al suo ritorno in Jugoslavia ha lavorato come regista di show televisivi. Nel 1981, dirige il suo primo lungometraggio, Ti ricordi di Dolly Bell?, e vince subito il Leone d'oro al Festival del cinema di Venezia. Il secondo film, Papà è in viaggio d'affari (1985), vince la Palma d'oro al Festival di Cannes, e il terzo, Il tempo dei gitani (1989), il premio per la regia, sempre a Cannes. Intanto Kusturica suona il basso nella band "Zabranjeno Pusenje" e insegna cinematografia all'Accademia di Arti Sceniche di Sarajevo. Il regista bosniaco comincia ad essere conosciuto anche in USA,e dopo essere stato invitato ad insegnare cinema alla Columbia University di New York, gira il suo primo film americano, Arizona Dream (1993),con Johnny Depp, Faye Dunaway, Jerry Lewis, Lili Taylor e Vincent Gallo. E i riconoscimenti arrivano anche questa volta: un Orso d'argento e il Premio Speciale della Giuria al Festival di Berlino.
Nel 1995 Emir Kusturica realizza Underground,  Palma d'oro a Cannes. In Russia, quasi a dimostrare quanto sia difficile interpretare in questa chiave un film come Underground, Kusturica è accusato di essere filo-bosniaco. In seguito a questi attacchi, il regista dichiara di non volere più fare cinema, ma poi cambia idea e nel 1998 realizza Gatto nero, gatto bianco, Leone d'argento a Venezia, seguito due anni dopo da The White Hotel (2000). Del 2004 La vita è un miracolo. Nel 2008 dopo una lunga lavorazione esce il docufilm Maradona, dedicato al campione del calcio. Kusturica continua a dividersi tra la regia, la musica e alcune sue esperienze di attore.


Curiosità: In Jugoslavia, Kusturica è molto famoso anche per i suoi attacchi ai movimenti della destra ultranazionalista serba. Nel 1993, il cineasta ha sfidato Vojislav Seselj a un duello che avrebbe dovuto svolgersi a mezzogiorno nel centro di Belgrado, ma il leader ultranazionalista ha rifiutato di battersi affermando di 'non volere essere accusato dell'omicidio di un artista'.



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