Corso Salani. Un cuore appassionato del cinema italiano.
Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Tenda nel deserto
Regista, autore, attore. Uno sguardo curioso e acuto. Uno spirito libero. Un viaggiatore. Una presenza schiva articolata, ma inconfondibile, nel cinema indipendente italiano.
Corso Salani, generazione 1961, era un uomo discreto, garbato, sensibile. Un 'cuore appassionato' lo ha definito qualcuno che lo conosceva bene. E quel cuore si è fermato oggi, all'improvviso, lasciandoci un po' meno ricchi e un po' piu' tristi.
In un Paese in cui il cinema indipendente, i film d'impegno sociale, i personaggi di cultura, coloro che propongono modi originali di guardare il mondo, sono quasi sempre relegati in una nicchia e in qualche modo isolati, a vantaggio di prodotti commerciali che fanno 'cassa'. In un Paese in cui trovare un distributore per un film "impegnato", o per un progetto sperimentale, o una proposta culturale, ha le stesse probabilità di vincere al lotto. In un Paese in cui l'arte e la cultura rischiano l'estinzione per mancanza di fondi ma anche per impoverimento intellettuale e morale. In un Paese come il nostro, probabilmente, non sono molti quelli che sanno chi era Corso Salani.
Ho scelto dunque di condividere una lunga conversazione che Salani ha tenuto nel 2007 con Stefania Bonelli e Chiara Lenzi per Schermaglie.it in cui tocca argomenti ancora di grandissima attualità.
E poi alcune immagini dei suoi lavori. E' un modo per dare un contributo alla sua memoria, per presentarlo a quanti non lo hanno conosciuto e magari provare a guardare le cose da un altro punto di vista.
Buon cinema, a tutti.
Note biografiche: Corso Salani è nato a Firenze nel 1961 dove si diploma all'Istituto di Scienze Cinematografiche nel 1984 e debutta poi, nello stesso anno, alla regia con 'Zelda', girato in Super8 nell'isola di Capraia.
Trasferitosi a Roma, diventa prima aiuto regista di Carlo Mazzacurati in 'Notte italiana', poi realizza il suo primo film: il documentario 'Voci d'Europa', cui seguono 'Eugen si Ramona', docu sulla rivoluzione romena e ancora 'Gli ultimi giorni' (1992) con Lorenza Indovina, scritto e interpretato dal lui stesso. Salani è invece attore protagonista per Marco Risi
nel film 'Il muro di gomma' (1991) sulla strage di Ustica.
Veste ancora i panni di attore in ''Cinecitta'...Cinecitta'" (1992), 'Nel continente nero' (1993) di Marco Risi e per 'La fine e' nota' (1993) di Cristina Comencini. Nel 1995 torna invece dietro la macchina da presa con 'Gli occhi stanchi' e con il documentario 'Cono Sur' (1998), viaggio di una piccolissima troupe italiana da Buenos Aires alla Terra del Fuoco alla ricerca di storie e ricordi dell'emigrazione europea in Argentina.
Arrivano poi le sue regie per 'Occidente' (2000), 'Corrispondenze private' (2003) e 'Il peggio di noi' (2006). E ancora le sue interpretazioni nei film 'L'ospite segreto' (2003) di Paolo Modugno, 'Il vento, di sera' (2004) di Andrea Adriatico
e, infine, 'Piano, solo' (2007). L'anno dopo è interprete in 'Mar nero', opera prima di Federico Bondi.
Aveva appena finito di girare, con la collaborazione dell'Enel, una docu-fiction sulle morti sul lavoro dal titolo 'I casi della vita', prodotta dalla Kairos Film di Francesco Pamphili.
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