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Anna Politkovskaja è viva: intervista con Andrea Riscassi

Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 26 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Caffè Letterario

 

Andrea Riscassi. Giornalista. Ha iniziato la professione giovanissimo, collaborando con 'Società Civile' e 'Corriere della Sera', è alla Rai dal 1991.
Per la Rai, ha seguito tutte le guerre balcaniche come inviato e,  successivamente,  le rivoluzioni democratiche nei Paesi dell'ex-Unione Sovietica.  E' attualmente CapoServizio della Testata giornalistica regionale della Lombardia.

E' uscito in questi giorni il suo secondo libro: "Anna è viva"-Storia di una giornalista non rieducabile" dedicato ad Anna Politkovskaja.

Il 25 giugno, a conclusione della presentazione romana del libro, è intervenuto a TG3 Linea Notte per commentare la notizia della riapertura del processo contro gli assassini di Anna Politkovskaja, assolti nel primo processo. Abbiamo voluto cogliere l'occasione per incontrarlo.


(Anna Politkovskaja è stata la giornalista russa più famosa del mondo in quanto si è opposta platealmente al regime instaurato da Vladimir Putin. Laica e disincantata, nelle sue inchieste non temeva di schierarsi. E' stata uccisa a Mosca, in pieno giorno, il 7 ottobre 2006. Finora il suo delitto è rimasto impunito, soprattutto rispetto ai mandanti. Ma Anna Politkovskaja non è stata l'ultima. Dopo di lei, un giovane avvocato e una giovanissima cronista sono stati freddati a Mosca perché si occupavano di Cecenia. Nel volume ne è riportato l'elenco tragicamente completo: fino alla pubblicazione, infatti, un'altro giornalista e attivista dei diritti umani è stato ucciso il 29 marzo 2009.ndr.)


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Quelli che non si arrendono: Claudio Fava

Scritto da Paola Francesca Caselli • Lunedì, 22 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Bouvètte


<<A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?>>

Giuseppe Fava detto Pippo (Palazzolo Acreide,15/09/1925 – Catania 5/01/1984). Scrittore, giornalista e drammaturgo, oltre che saggista e sceneggiatore. Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice.

È stato direttore responsabile del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani, secondo giornale anti-mafia in Sicilia. Il film Palermo or Wolfsburg, di cui ha curato la sceneggiatura, ha vinto l'Orso d'Oro al Festival di Berlino  1980. È stato ucciso nel gennaio 1984 e per il delitto sono stati condannati dei membri del clan mafioso dei Santapaola.

È stato il secondo intellettuale ucciso da Cosa nostra dopo Giuseppe Impastato (9 maggio 1978). È il padre del giornalista e politico Claudio Fava.


Claudio Fava, 52 anni, è nato a Catania. Laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 1982, ha lavorato per il Corriere della Sera, l'Espresso, l'Europeo e la Rai, in Italia e dall'estero. Dal 1984, dopo l'uccisione del padre, ha assunto la direzione de "I Siciliani" raccogliendo, assieme a tutti gli altri giovani compagni della redazione, il testimone di una battaglia che ha saputo fare, di questa rivista, un laboratorio di nuova cultura della legalità e dell'impegno antimafioso. Corrispondente per l'Espresso dall'America Latina alla fine degli anni Ottanta, è stato inviato speciale per molti giornali su numerosi fronti di pace e di guerra, dalla Somalia alla Cambogia, dall'Algeria al Libano, dal Salvador al Cile. Dal 1994 è editorialista de l'Unità. Fava ha sempre incrociato l'attività professionale con l'impegno politico. Tra i fondatori della Rete, deputato all'Assemblea Regionale siciliana nel '91 e al Parlamento nazionale dal 1992 al 1994 (componente dell'Ufficio di Presidenza della Commissione Stragi e della Commissione Esteri). Il 13 giugno 2004 è stato rieletto per la seconda volta deputato al Parlamento Europeo, nella lista 'Uniti nell'Ulivo', con 221.958 preferenze. E' stato vicepresidente della Commissione per lo sviluppo regionale, membro sostituto della Commissione per gli affari esteri, della Commissione per la pesca, della Commissione per lo sviluppo e della Sottocommissione per i diritti dell'uomo. Componente della Direzione Nazionale dei Democratici di sinistra, è stato segretario del partito in Sicilia fino al luglio 2001. Dal 2009 è coordinatore nazionale di Sinistra e Libertà. Autore di numerosi libri e romanzi, ha scritto, assieme a Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, la sceneggiatura de "I cento passi" premiata, nel 2001, con il Leone d'Oro al festival di Venezia, con il Davide di Donatello e con il Nastro d'Argento.


Claudio Fava. Quanto è cambiato il nostro Paese dall'84 a oggi?
Le vite sacrificate alla lotta alla mafia sono servite a ottenere risultati?

"Non parlerei di sacrificio. Nella vita di quanti sono morti per mano mafiosa c'è anzitutto la dignità di un mestiere, di un impegno civile, di una scelta di rigore morale. Che non sempre, in questo paese paga. E' cambiata l'Italia in questi 25 anni? Si sono ridotti gli spazi di impunità e s'è costruita una memoria collettiva, patrimonio di tanti, non solo di chi ha conosciuto e subito personalmente la durezza di quelle vicende. E' un paese più consapevole ma ancora incapace di assumere la lotta alla mafia tra le priorità civili e politiche".


Delle scorse settimane la notizia della concessione degli arresti domiciliari da 41bis ad un esponente mafioso. Parte del mondo politico, della magistratura e della società si indignano. Un'altra parte ritiene il 41bis un provvedimento 'superato'.


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